Il sito americano Citylab ha fatto una rassegna di 12 studi che dimostrano come sia infondata la convinzione che i consumatori in auto siano quelli che spendono di più e più frequentemente – anzi è spesso vero il contrario!

Vediamo quindi nel dettaglio, città per i città, i 12 casi provenienti da 3 diversi continenti.

Portland (Oregon) – USA

Un’analisi di 78 attività commerciali a Portland ha trovato che i non-guidatori, incluso i ciclisti, sono “consumatori competitivi che spendono, in media, cifre simili o superiori rispetto a chi arriva in auto“. Nel corso di un dato mese i ciclisti spendono meno dei guidatori nei supermercati, ma di più nei ristoranti, bar e negozi di prossimità. Un dato comune è emerso: i ciclisti spendono meno per viaggio ma fanno più viaggi.

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New York – USA

Un’indagine condotta su 420 persone sulla First e Second Avenue di Manhattan, dove esistono piste ciclabili, ha trovato che la spesa aggregata dei clienti non motorizzati rappresenta il 95% della spesa al dettaglio totale dell’area. Non è un sorpresa dato che nel centro di New York esiste una strutturata rete di trasporto pubblico e di piste ciclabili. I ciclisti spendono in media 163$ a settimana contro i 143$ degli automobilisti.

Ecco la spesa media per tipo di utenza. I ciclisti sono quelli che spendono di più, seguiti dai pedoni, solo al quarto posto chi usa l’auto:

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Auckland, Christchurch, e Wellington – Nuova Zelanda

Un’indagine su 1744 consumatori e 144 negozianti in nove aree dello shopping di queste tre città della Nuova Zelanda ha trovato che gli automobilisti spendono in media $47 dollari per viaggio, contro i 34$ dei non-automobilisti. Ma nelle aree centrali la differenza fra automobilisti e ciclisti si riduce a soli 4$ (47$ e 43$). Viene anche registrato che coloro che non usano l’auto passano però più tempo nelle aree dello shopping e questo suggerisce che “la spesa a lungo termine è probabilmente più alta fra gli utenti non motorizzati rispetto agli automobilisti“. Questo indica che “in molti casi il beneficio nell’incoraggiare tragitti sostenibili supera il costo della riallocazione dello spazio e il miglioramento della progettazione urbanistica nei centri dello shopping“.

Dublino – Irlanda

Il comportamento dei consumatori è stato studiato in due viali dello shopping a Dublino: Grafton Street e Henry Street. I negozianti hanno sovrastimato quanti dei loro clienti arrivano in auto: in Grafton Street pensavano il 13% mentre in realtà era solo 10% in Henry Street pensavano 19% mentre nella realtà è il 9% e hanno sottostimato il numero di clienti in bici. In Grafton Street, che ha migliori infrastrutture per le biciclette, la spesa mensile dei ciclisti è simile a quella degli automobilisti 228 euro contro 237 euro.

Grafton Street Spending

Los Angeles (California) – USA

A Los Angeles sono stati raccolti i dati sugli affari lungo la York Avenue, prima e dopo una ‘cura’ che ha rimpiazzato alcune corsie automobilistiche del viale con delle corsie ciclabili. Il cambiamento ha comportato “piccoli effetti sulle attività dell’area e sulle abitudini dei consumatori“. Gli incassi dell’IVA, un indicatore del successo degli affari, sono stati più alti nella parte del viale con le nuove corsie ciclabili rispetto alla parte senza: $1,116,745 contro $574,778 (sebbene gli incassi siano aumentati in entrambe le sezioni).

York Avenue LA

Vancouver – Canada

Questo studio sui negozi in centro a Vancouver ha registrato un decremento delle vendite dopo la realizzazione di piste ciclabili. Ma l’analisi si è basata su un sondaggio con i negozianti piuttosto che sui dati di vendita reali, e questo può aver condotto ad avere una distorsione nelle risposte da parte dei commercianti. I pochi dati sulle vendite reali ricevuti dimostrano che la stima del calo delle vendite non è così alta come è stata riportata nel sondaggio. “Nonostante gli sforzi per aumentare le risposte con telefonate di follow-up, rimane un certo grado di incertezza sulla casualità dei risultati ottenuti” si legge nello studio.

Toronto – Canada

Le indagini sono state condotte con 61 commercianti e 538 clienti della Bloor Street a Toronto. E’ stato trovato che solo 10% dei clienti arriva in auto e che quelli che arrivano a piedi o in bici spendono la maggior parte dei soldi mensilmente. Gli autori dello studio concludono che convertire i parcheggi in strada in corsie ciclabili nell’area “inverosimilmente” ha un impatto negativo sugli affari e che invece, al contrario, “questo cambiamento probabilmente genera un aumento dell’attività commerciale“.

Bloor Street Toronto

San Francisco (California) – USA

Qualche anno fa, nel momento in cui San Francisco prendeva in esame un sistema di congestion charge, i commercianti obiettarono che questo avrebbe impattato negativamente sui loro affari. Ma un’indagine su 1187 acquirenti nelle più importanti aree commerciali trovò che la maggior parte dei consumatori (60%) ci arrivava con i mezzi pubblici, camminando o in bicicletta. Coerentemente con altri studi i ricercatori hanno trovato che i consumatori non motorizzati spendevano mensilmente di più degli automobilisti perché visitano l’area più spesso. “La credenza che i consumatori arrivino per lo più con l’auto e che spendono di più di quelli che usano i mezzi non trova conferma nei dati, e questa credenza non è neanche confermata in simili studi di altre città“.

Seattle (Washington) – USA

Il ricercatore Kyle Rowe dell’Università del Washington ha raccolto i dati di vendita al dettaglio prima e dopo che una corsia ciclabile abbia assorbito 12 posti auto sulla 65ma strada di Seattle. L’indice delle vendite sulla 65ma strada è esploso dopo che la corsia ciclabile è stata creata, in special modo se confrontata con l’indice delle vendite nel resto del quartiere. Gli affari non sono invece aumentati intorno alla corsia ciclabili nel quartiere Greenwood, ma nemmeno sono diminuiti, e questo ha fatto concludere a Rowe che le infrastrutture ciclabili non hanno un “impatto negativo”.

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Davis (California) – USA

Uno studio molto recente, delle ricercatrici dell’Università della California di Davis, Natalie Popovich e Susan Handy, ha analizzato circa 1900 viaggi per shopping nel centro di Davis dopo l’apertura di un nuovo negozio Target. I ciclisti non solo hanno fatto più viaggi degli automobilisti, ma hanno anche speso di più per viaggio – questo ha portato ad avere una spesa mensile totale di 250$ per i ciclisti contro i 180$ degli automobilisti. I risultati della ricerca sono sbalorditivi se si considera il tipo di beni disponibili da Target, che non sono alimentari o servizi. “Secondo i dati estrapolati sulla frequenza e la spesa per singolo viaggio – senza neanche considerare la spesa per cibo, bevante e servizi – i risultati dello studio evidenziano che i clienti che arrivano in bici in centro spendono la stessa cifra e anche di più rispetto agli automobilisti“.

Bristol – Inghilterra e  Graz – Austria

Dei ricercatori britannici hanno svolto un’indagine su 840 clienti e 126 commercianti di Bristol. I negozianti pensavano che i loro clienti vivessero più lontano rispetto alla realtà, sottolineando un’altra percezione sbagliata: che il 41% arrivasse al negozio in auto, mentre nella realtà lo faceva solo il 22% (allo stesso tempo i commercianti pensavano che solo il 6% arrivasse in bici mentre nella realtà lo faceva il 10%). Questi numeri sono allineati con la percezione sbagliata sulle modalità di trasporto dei clienti registrata in un’area dello shopping di Graz, in Austria.

Bristo e Graz

Melbourne – Australia

Infine, il premio per il miglior infografico va alla ricerca condotta sulle abitudini dello shopping di ciclisti e automobilisti a Melbourne, in Australia. La ricercatrice Alison Lee ha trovato che gli automobilisti spendono di più all’ora rispetto ai clisti, circa 27$ contro 16,20$, ma dato che circa 6 bici occupano lo spazio di una sola auto, il totale speso dai ciclisti è 97,20$! La Lee sostiene quindi che si avrebbe un vantaggio economico convertire i posti auto in parcheggi per le bici.

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Piste ciclabili al posto di parcheggi e il business aumenta!